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29/06/2013

COMUNICATO STAMPA

Per il ripristino del divieto di transito ai camion sotto il Castello di Este

Continuano a passare alla chetichella per le strade del centro di Este, ignorati dagli amministratori, dai vigili e finora forse anche dai cittadini, camion carichi di calcare provenienti dai Colli Berici e diretti al cementificio ex Radici, oggi Zillo, di Monselice. Sembrano le prove generali in vista dell'attuazione dell'accordo firmato dal Comune con Zillo, in cui sono previsti 250 passaggi al giorno nelle due direzioni, uno ogni 3 minuti circa.

In via Schiavin, sulla quale è stato dirottato dalla segnalazione del Comune il tracciato dell'Anello ciclabile dei Colli, i camion condividono la carreggiata con le bici, con il risultato di sicurezza (per i ciclisti, naturalmente...) immaginabile.

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Davanti al Castello inoltre da qualche giorno si incontra il restringimento della carreggiata dovuto ai lavori per la realizzazione del "vallo verde pedonale" attorno al Castello, un'opera (122'000 euro) in evidente contrasto con il passaggio dei camion subito a lato.

L'accordo è stato giustificato dall'Amministrazione Comunale estense dalla "disponibilità" di Zillo a installare nell'incrocio davanti all'ingresso del Castello un impianto di controllo del passaggio dei camion (quelli non suoi...) e a riconoscere un contributo di 10.00 euro all’anno per i 10 anni di durata del protocollo per la manutenzione del fondo stradale. Una partecipazione molto "generosa", se si calcola che annualmente Zillo, riducendo di 10 km al viaggio la percorrenza dei camion con la materia prima proveniente dai Colli Berici (al costo di 2 euro al Km) risparmierà 20 Euro per ogni viaggio, che, moltiplicati per 250 viaggi per 250 giorni lavorativi all'anno, equivalgono a 1.250.000 euro. Pur "decurtati" dei 10.000 riconosciuti al Comune, restano nelle tasche di Zillo 1.240.000 euro all’anno di profitto in più!

Con un gesto di carità pelosa, per difendersi dalle nostre critiche, il Sindaco Piva ha affermato di voler devolvere la cifra ai lavoratori (nientemeno che la bella somma di 133 euro a testa all'anno per ciascuno dei 75 lavoratori della Cementizillo di Este in cassa integrazione!).

Non sarebbe meglio invece che tornasse sulla decisione, purtroppo condivisa dalla sua maggioranza, e ripristinasse il "divieto di transito ai veicoli con massa a pieno carico superiore a 5 tonnellate lungo le vie del Centro Storico (Caldevigo, Schiavin, Guido Negri, Vigo di Torre, Martiri della Libertà, Petrarca e Meggiaro) al fine di salvaguardare la struttura viaria, il patrimonio artistico dislocato lungo le vie e limitare l’inquinamento sia acustico sia atmosferico" istituito 20 anni fa dall'Amministrazione Cappellari, con Ordinanza del Sindaco n°43 del 19.05.1993?

Siamo convinti che questa accondiscendenza nei riguardi del cementiere sia assolutamente ingiustificata e non faccia gli interessi della popolazione, ma neppure quelli dei lavoratori. Auspichiamo che i cittadini più sensibili e le associazioni facciano la necessaria pressione nei confronti del Sindaco per una revisione dell'accordo.

Circolo Legambiente "Dai Colli all’Adige" di Este

29/06/2013

COMUNICATO STAMPA

Lungo la strada provinciale n.89 "Dei Colli" che da Este porta a Vo', in prossimità dell'assai discutibile distributore di benzina costruito una dozzina d'anni fa alle porte di Vo', i platani in entrambi i lati della strada, prima e dopo l'impianto, si presentano in condizioni allarmanti, moribondi, quasi in veste autunnale, in evidente contrasto con il resto della vegetazione e con gli altri platani presenti nel tracciato.

Le foto allegate evidenziano l’attuale stato di queste piante.

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Quella che era una delle strade più belle dei Colli, già spogliata di alberi per permettere l’insediamento del distributore, si sta progressivamente degradando a causa della negligenza di chi dovrebbe farsi carico della cura della vegetazione. Possibile che Provincia, Comune ed Ente Parco non si siano ancora accorti di quanto sta accadendo? È stato accertato se si tratti di malattia e non di qualche forma di vandalismo per liberarsi da una "scomoda presenza"? Quali azioni sono state messe in campo dagli Enti competenti per il salvataggio dei platani?

Secondo noi si tratta in ogni caso di un vero e proprio "delitto" ambientale e chiediamo ai responsabili di provvedere prima che sia troppo tardi al mantenimento di questa familiare presenza di contorno del paesaggio collinare.

Circolo Legambiente "Dai Colli all’Adige" di Este

22/03/2013

COMUNICATO STAMPA

Comune in vendita? Pare di sì. E dobbiamo ringraziare la lotta degli operai Zillo di averlo svelato, perché evidentemente, mancando una presenza ambientalista in Consiglio Comunale, il fatto era completamente “sfuggito” alla città. In cambio della riasfaltatura di 1 km di strada da parte della Cementizillo (“vie Vigo di Torre, Guido Negri, Schiavin sino all'altezza del ponte di San Pietro”) il Comune consente alla Ditta di far passare sotto le mura del Castello per i prossimi 10 anni 225 camion superiori a 5 tonnellate al giorno, aumentati del 20% per 128 giorni lavorativi annui (cioè una media di circa 250 al giorno!). Carichi di che cosa? Diretti dove? Questo non è detto nel Protocollo d’intesa siglato tra Piva e Zillo il 7 giugno dell’anno scorso, facendo ipotizzare a noi, come agli operai dello stabilimento di Este, che sia una comoda scorciatoia per portare nell’impianto di Monselice materia prima proveniente dai Berici. Infatti nel protocollo si parla di veicoli “afferenti le normali attività industriali delle società del Gruppo Zillo”. La discrezionalità lasciata all’industriale del cemento ha qualcosa di sbalorditivo! Come stupefacenti sono le motivazioni inserite nella Delibera (la 88/2012) e nel Protocollo d’Intesa per giustificare la decisione, presa per “contribuire a ridurre le emissioni in atmosfera dei residui di combustione derivanti dall’autotrazione e migliorare le condizioni della viabilità”(sic!). E pensare con quanta difficoltà si era giunti 20 anni fa (ordinanza sindacale n°43 del 19.05.1993) a istituire il divieto di transito ai veicoli con massa a pieno carico superiore a 5 tonnellate lungo le vie del Centro Storico! E in cambio di che cosa ora si sconfessa quella scelta, facendo una regalia al cementiere? Almeno si trattasse di una nobile, ancorché discutibile, motivazione occupazionale. Invece si permette il transito in cambio della semplice manutenzione di un fondo stradale danneggiato proprio dai 250 camion al giorno che si lasciano passare …Abbiamo considerato una vergogna veder passare in tutti questi anni mezzi non autorizzati sotto le mura del Castello senza che fosse mobilitata la polizia urbana a fermare i trasgressori. Ora la misura è colma!

Alla sezione Documenti si trova tutto il materiale.

Flores Baccini , presidente Circolo Legambiente di Este

22/11/2012

COMUNICATO STAMPA

La notizia di tre impianti di biogas da 1 megawatt ciascuno progettati in Comune di Ospedaletto si aggiunge e va ad aggravare la proliferazione di impianti in atto in tutta la Provincia e anzi in tutta la Regione, a causa della mancata programmazione energetica regionale e degli enormi vantaggi economici concessi in termini di contributi statali (provenienti dalle nostre bollette) a chi produce energia elettrica partendo dalle cosiddette “biomasse”.

Premesso che non abbiamo niente in contrario quando si tratta di piccoli impianti a servizio delle aziende agricole, proclamiamo invece la nostra totale contrarietà quando, come in questo caso, la costruzione dei 3 impianti si configura come un’operazione prettamente speculativa, che sospettiamo tra l’altro orchestrata da “soci occulti” degli agricoltori che con l’agricoltura non hanno niente a che fare (se non affari!). Basti pensare che per alimentare i biodigestori, oltre che con il 20% di pollina (di cui c’è grande abbondanza), con l’80% di prodotti agricoli provenienti dal territorio, non sarebbero sufficienti TUTTI i campi attualmente coltivati a cereali in Comune di Ospedaletto: essi sono infatti 788 ettari (censimento agricoltura 1990) contro i 900 stimati necessari per i 3 impianti! Va da sé che incentivare questo tipo di energia ha delle ripercussioni negative su tutto il sistema agroalimentare, tra cui l’aumento del costo dell’affitto dei terreni agricoli, l’aumento del costo dei cereali e di conseguenza del prezzo della pane e della pasta, la mancanza della valorizzazione dei prodotti tipici, di qualità, propri del territorio.

Se consideriamo che il territorio subisce già notevoli carichi ambientali (una discarica, un impianto di riciclaggio ed uno di compostaggio, allevamenti di polli e tacchini in quantità, una strada regionale super trafficata, un mangimificio ed una centralina elettrica) crediamo che contro questi nuovi progetti debba mobilitarsi l’opinione pubblica, rivendicando il diritto al futuro.

Come Circolo ci impegniamo a sostenere la lotta contribuendo con le conoscenze dei nostri esperti, ma anche cercando di smascherare altri progetti simili e complicità che qualche indizio ci suggerisce in agguato anche nel nostro Comune.

Circolo Legambiente Dai Colli all’Adige – Este

03/11/2012

COMUNICATO STAMPA

Paese che vai, limiti che trovi?
C’è chi ogni tanto cerca di sdrammatizzare la situazione dell’aria della nostra zona, una delle più inquinate del Veneto, classificata come zona A (cioè a rischio) dal fantomatico Piano Regionale di Risanamento dell’aria, che peraltro non ha mai prodotto alcun risultato. Una delle maggiori cause inquinanti è la presenza dei 3 cementifici, che continuano ad avere elevatissime emissioni. Facciamo il caso degli Ossidi di Azoto (NOx), responsabili di malattie delle vie respiratorie: nell’ultima decade di ottobre il Cementificio Zillo a Este ha emesso mediamente 1375 milligrammi di NOx per metro cubo con punte di 1430. Dati simili risultano anche alla Italcementi e alla Cementeria Zillo di Monselice. “Ma il limite è di 1800!” reagiscono indignati i cementieri, sostenuti dal coro degli amministratori locali, preoccupati più della “salute” dei cementieri che di quella dei cittadini. Ed è proprio quello dei "limiti" il problema: infatti a tutti e tre i cementifici della zona, in un raggio di 5 km, è concesso un valore massimo molto più alto rispetto a quelli che si trovano in altre regioni, magari della stessa proprietà. Così scopriamo che mentre per la Cementizillo di Este, situata a ridosso di un centro abitato da 17.000 persone, il limite è di 1800, per lo stabilimento Zillo di Fanna, 1700 abitanti, lo stesso è di 1400. Identica situazione per l’Italcementi: lo stabilimento di Monselice ha come limite 1800 mg/Nm3, mentre quello di Colleferro (Roma) 800! Se ci spingiamo un po’ in là, in Svizzera, dal 2005 i limiti per gli NOx sono stati ridotti al valore di 500 mg/Nm3 per tutti i cementifici (vedi www.bafu.admin.ch).
Quindi ridurre si può! Allora perché queste differenze? Da che cosa dipendono? Non ce lo spieghiamo se non nell’inerzia dei nostri amministratori comunali, provinciali e regionali.
Oppure un’ipotesi: per quanto riguarda Este forse la causa è l’estinzione degli “Orsi” , dato che a Fanna, se c’è una preoccupazione, è quella di non disturbare gli orsi “che passeggiano in prossimità delle cave del cementificio", come riferisce la stampa locale. Mentre qui a Este non si disturba più nessuno...

Flores per Circolo Legambiente Este